4. Chi potrebbe utilizzare le cellule staminali del nostro bambino?

È possibile che altri membri della famiglia possano beneficiare dell'utilizzo delle cellule staminali cordonali del vostro bambino, purché sia riscontrata compatibilità (sufficiente al 70%) e sia presentata un'autorizzazione scritta del proprietario delle cellule in oggetto o, in caso di minori, dei genitori o del legale rappresentante. La conservazione privata non è quindi destinata solo all'uso autologo ma risulta essere molto utile se destinata anche per uso intrafamiliare. Infatti diversi trapianti di successo sono stati effettuati con le cellule staminali del sangue del cordone ombelicale di fratelli o sorelle, come dimostra il primo trapianto di sangue del cordone ombelicale realizzato dalla professoressa Gluckman nel 1988 su un bambino affetto da anemia di Fanconi e curato con le cellule staminali del sangue cordonale della sorellina. Anche in Italia ci sono stati casi di talassemia curata con le cellule staminali del sangue del cordone provenienti da un parente. Citiamo, ad esempio, il caso del 2002 di un bambino pugliese di nove mesi curato grazie alle staminali del cordone della sorella gemella; il caso del bambino di 5 anni che nel 2004 è stato curato con le cellule staminali dei suoi due fratelli gemelli o i casi del 2005 di due bambini affetti da anemia falciforme curati con le staminali cordonali delle rispettive sorelline, uno a Trieste, l'altra a Pavia. Inoltre, non va dimenticato che la ricerca scientifica fa continui progressi e che se attualmente oltre 70 malattie possono essere curate con le cellule staminali cordonali, quali malattie geneteiche del metabolismo, disordini del sangue e immunologici e alcune forme tumorali, in un prossimo futuro ulteriori patologie potranno essere curate sfruttando le capacità differenziativa e rigenerativa di tali cellule come diabete di Tipo I, danni cerebrali, cancro alla mammella, danni alla spina dorsale, sclerosi multipla, artrite giovanile, sclerosi laterale amiotrofica e morbo di Alzheimer.