I trapianti con cellule staminali "rivoluzioneranno la medicina nei prossimi 10 anni. Ma i politici non credono nella ricerca scientifica biomedica, considerandola un atto edonistico per pochi eletti anziche' un investimento sul futuro della societa'".

Lo sottolinea Carlo Umberto Casciani, uno dei pionieri italiani dei trapianti nonche' commissario straordinario dell'Agenzia regionale trapianti Lazio, alla presentazione oggi a Roma del Quarto Convegno internazionale di chirurgia rigenerativa, in programma dal 13 al 15 dicembre.
"Occhio a non perdere tempo", ammonisce l'esperto. E a non perdere ricercatori. "Gia' oggi 3 mila giovani italiani lavorano nei laboratori americani, tutti cervelli che abbiamo formato noi". "Il fatto e' che ancora si pensa che tagliare i fondi alle universita' stimoli la creativita' - evidenzia il genetista Giuseppe Novelli, membro dell'Anvur, Agenzia di valutazione del sistema universitario e della ricerca - ma questo non e' vero.

Vero e', invece, che i soldi sono pochi, ma in India stano investendo miliardi di dollari in staminali. Inoltre, un altro problema italiano e' che nessuna delle molte pubblicazioni scientifiche di alto livello e made in Italy da noi diventa prodotto, un farmaco o una terapia. Una mancanza da colmare". Anche perche' i riflessi di questi studi possono fare la differenza, anche nella pratica.
"Le cellule staminali stanno cambiando i meccanismi di sperimentazione per la messa a punto di nuovi farmaci, in particolare per i test di tossicita'. E questo gia' nei prossimi mesi", aggiunge Novelli. "Il futuro della medicina e' nelle cellule staminali e la ricerca va sostenuta", chiosa Domenico Di Virgilio (Pdl) della Commissione Affari sociali della Camera.

Fonte: Aduc