John Gurdon e Shinya Yamanaka hanno vinto il Nobel per la Medicina per il contributo alla ricerca sulla riprogrammazione delle cellule staminali e per avere aperto in questo modo la strada alla medicina rigenerativa.


Il britannico Gurdon, 78 anni, e' stato un pioniere della ricerca sulle cellule staminali. Nel 1962 ha infatti scoperto che una cellule adulta puo' 'perdere la sua identita'' ed essere riprogrammata per specializzarsi in un tpo di cellula completamente diverso. Nato nel 1933 in Gran Bretagna, a Dippenhall, si è laureato a Oxford e, dopo un lungo periodo negli Stati Uniti, presso il California Institute of Technology, ha insegnato Biologia Cellulare nell'universita' di Cambridge.
Attualmente dirige a Cambridge l'istituto che porta il suo nome.
A 40 anni di distanza dalle ricerche di Gurdon, nel 2006 il giapponese Yamanaka, 50 anni, ha messo a punto una tecnica che permette di riprogrammare le cellule adulte e gia' differenziate. Nato ad Osaka nel 1962, Yamanaka si e' laureato nell'universita' di Kobe e quindi ha trascorso un lungo periodo negli Stati Uniti, nell'Istituto Gladstone di San Francisco.
Attualmente insegna nell'universita' di Kyoto.

Grazie alle ricerche di Gurdon e Yamanaka 'e' stato possibile capire come una cellula si differenzia intraprendendo una particolare strada e come puo' ripercorrerla a ritroso, trasformandosi in una cellula staminale molto simile a una embrionale', commenta l'esperto. 'Le cellule dell'organismo nascono con lo stesso Dna, ma poi lo 'vestono' in modi diversi, attraverso delle modificazioni reversibili di tipo chimico (dette epigenetiche) che cambiano l'espressione dei geni. Usando un cocktail di sostanze chimiche e' possibile spogliarle di questo vestito, trasformandole in cellule staminali indotte pluripotenti'. Si tratta di cellule con grandi potenzialita', capaci di differenziarsi in molti tipi. Le staminali pluripotenti indotte hanno inaugurato un nuovo capitolo della biologia e della medicina rigenerativa: le loro applicazioni potrebbero rivoluzionare anche la ricerca nel campo dei tumori e delle malattie rare. Grazie agli studi di Gurdon e Yamanaka, 'oggi siamo in grado di prelevare delle cellule adulte dai pazienti affetti da malattie rare per poi trasformarle in staminali e produrre in laboratorio delle linee cellulari che ci consentano di studiare i meccanismi alla base della malattia e i farmaci che potrebbero contrastarla. Gli studi sul differenziamento cellulare potranno inoltre rivelare perche' le cellule tumorali perdono la loro specializzazione, la loro 'strada', diventando anarchiche. 'Le staminali pluripotenti indotte potrebbero anche essere usate come sorgente di staminali per la cura di diverse malattie, ma il loro uso clinico e' ancora lontano: al momento si stanno iniziando i primi test sugli animali'.

Fonte: Aduc