L'impiego delle 'cellule jolly' contro le malattie di reni e fegato, contro il diabete o le patologie vascolari, è la nuova frontiera della medicina rigenerativa che punta a sostituire i tessuti danneggiati con 'pezzi di ricambio' nuovi e funzionali.

Delle promesse emerse dalle sperimentazioni in corso discutono gli esperti internazionali riuniti a Torino per il meeting 'Frontiers in Regenerative Medicine'. Un momento di confronto focalizzato in particolare su un progetto di ricerca nato nel 2003, da una collaborazione tra l'università degli Studi del capoluogo piemontese e Fresenius Medical Care. Nel 2012 la partnership ha dato vita al Centro traslazionale di medicina rigenerativa (Ctmedreg). Obiettivo: la produzione di staminali ad hoc per la terapia dell'insufficienza renale ed epatica. 

"I risultati raggiunti in questi anni - si legge in una nota diffusa dai promotori dell'evento, sostenuto da Fresenius - mostrano come sia possibile curare patologie acute del rene e del fegato, e come anche nelle forme croniche sia possibile prevenire la cronicizzazione".
"La collaborazione tra l'università di Torino e Fresenius Medical Care ha acquisito in questi anni importanti risultati scientifici", afferma Florian Jehle, VP Strategic Initiatives, Technology & Innovation Management, Global Research and Development dell'azienda con sede in Germania, specializzata nella fornitura di servizi e tecnologie per la dialisi. "Ci aspettiamo risultati significativi delle terapie innovative con cellule staminali nell'uomo - sottolinea Peter J Quesenberry della Brown University di Providence (Usa) - I primi dati di questa sperimentazione ci mostrano il potenziale di vescicole extracellulari di diversi tessuti per riparare il tessuto danneggiato o invertire vari stadi di malattia. Inoltre, è stata posta in evidenza la grande potenzialità delle vescicole che.

Gennaio 2015
Fonte: www.aduc.it