Conservazione del Cordone Ombelicale, banca pubblica o privata?

Il sangue cordonale è ricco di cellule staminali emopoietiche che sono in grado di dare origine a globuli rossi, globuli bianchi e piastrine, per questo le cellule staminali emopoietiche cordonali vengono utilizzate quotidianamente per curare malattie del sangue e del sistema immunitario come linfomi, leucemie, aplasie midollari, talassemie, immunodeficienze ed alcuni difetti metabolici.

L’utilizzo delle cellule staminali cordonali nelle terapie è iniziato nel 1988 e il primo trapianto con le cellule staminali cordonali è stato effettuato a Parigi.  Il paziente, Matthew Farrow di 5 anni,  era affetto da Anemia di Fanconi. Le cellule provenivano dal sangue cordonale della sorella. Il bambino dopo il trapianto è completamente GUARITO.

Dopo questo primo caso di successo, e dopo altri successivi casi positivi, si è pensato all’utilità clinica della raccolta del sangue cordonale e nel 1990 è nata la prima banca Pubblica di Cellule Staminali Cordonali a New York (New York Cord Blood Bank). Attualmente esistono più di 130 banche pubbliche del cordone ombelicale localizzate in 35 nazioni, che raccolgono i campioni donati dai futuri genitori.

Nelle Banche Pubbliche Il sangue cordonale prelevato dopo il parto, viene conservato in forma anonima e viene inserito nel Registro Internazionale per essere messo a disposizione della collettività.

Nel 1992 ha iniziato la sua attività la prima banca privata del cordone ombelicale, che raccoglieva i campioni per utilizzo privato familiare.

Negli Stati Uniti esistono diverse banche “miste” pubbliche e private, che offrono sia la conservazione del cordone ombelicale divisione pubblica, sia nella divisione privata. Il personale medico ha l’obbligo di informare i futuri genitori sulla donazione pubblica e conservazione privata e ai genitori viene garantita la libertà di scelta.

Negli USA è stata approvata recentemente la legge che permette di detrarre dalle tasse come spesa medica, la quota relativa alla conservazione privata delle cellule staminali cordonali. Nella motivazione si legge: “Conservare le cellule staminali è una scelta proiettata nel futuro, volta a garantire ai propri figli il possibile accesso alle terapie di oggi e di domani.”

Anche in Europa la risoluzione del Parlamento Europeo dell’11 Settembre 2012  riconosce i significativi progressi scientifici realizzati nel settore delle cellule staminali del sangue cordonale e nel punto 37 RE, il parlamento europeo esorta le banche di sangue cordonale pubbliche e private a collaborare strettamente, al fine di incrementare la disponibilità e lo scambio di campioni cordonali e tissutali su scala nazionale, europea e internazionale.

Nel 2012 il Gruppo FamiCord, banca privata a Varsavia, insieme con i migliori Ospedali Specializzati nel settore di Maternità ha avviato un progetto di raccolta del sangue cordonale per la Divisione Pubblica.  In tre anni sono stati raccolti oltre 3mila campioni disponibili per i trapianti e oggi uno di loro ha potuto salvare il piccolo Mohammed, affetto da leucemia.

Per salvare il bambino era necessario effettuare il trapianto di cellule staminali, ma nei Registri Internazionali non è stato trovato un donatore di midollo osseo compatibile; fortunatamente però la compatibilità necessaria per il trapianto è stata riscontrata con un campione di cellule staminali cordonali, conservato presso la Divisione Pubblica del Gruppo FamiCord

Il trapianto, effettuato nel marzo 2016 in Giordania, è stato possibile anche grazie alla qualità di conservazione del campione di cellule staminali; infatti il Laboratorio Centrale di Ingegneria Cellulare di FamiCord è di Classe GMP ed è accreditato AABB (American Association of Blood Banks) certificazione che permette l’utilizzo clinico dei campioni conservati nei centri trapianto in tutto il mondo.

Fino d’oggi oltre 40mila persone sono state curate con le cellule staminali cordonali. Il numero cosi elevato di pazienti trattati e l’alta percentuale di esiti positivi confermano la loro grande utilità terapeutica.

Il momento della nascita di un figlio è unico momento nella vita che permette di prelevare le cellule staminali in maniera semplice e veloce e conservarle per una eventuale terapia nell’arco della vita del bambino e della sua famiglia. Le cellule staminali cordonali non presentano alcun problema etico in quanto è un materiale di scarto biologico ospedaliero. Il campione conservato in caso di necessità è subito disponibile. Il prelievo di cellule staminali è indolore e senza rischi nè per la mamma, nè per il bambino.
Eppure, in Italia solo circa il 5% delle mamme che ogni anno danno alla luce un figlio, protegge questo patrimonio prezioso.

Il Prof Francesco Zinno, immunologo ed ematologo del Università di Tor Vergata, recentemente ha scritto in una sua pubblicazione:  “In Italia oltre il 95% dei cordoni vengono gettati come rifiuto speciale, sprecando letteralmente un preziosissimo materiale biologico dalle enormi potenzialità terapeutiche. E' come gettare nel contenitore dei rifiuti ospedalieri un qualunque organo potenzialmente utilizzabile per un trapianto”

Solo nel nostro Paese ogni anno si ammalano di leucemia circa 5 bambini ogni 100 mila abitanti, e i linfomi rappresentano il 15% di tutti i tumori nei bambini di età compresa tra 0 e 14 anni. Questi piccoli pazienti potrebbero guarire grazie alla lungimiranza dei propri genitori o alla generosità di altri".