Cari Genitori
Il momento della nascita del bambino è fondamentale per la sua vita futura. Il parto è l'unica occasione per poter prelevare le cellule staminali in modo semplice sicuro.

 

Storie di successi

La storia della 12enne Dominika guarita grazie al sangue del cordone ombelicale del fratellino.

Mamma Dorota:

“Dominika è nata nel 1998, purtroppo con problemi di salute, subisce infatti la prima operazione dovuta ad una malformazione dell’apparato digerente. In seguito le viene diagnosticato un problema cardiaco. A 3 anni soffre continuamente di vomito e diarrea e i dottori le diagnosticano una trombocitopenia (mancanza di piastrine nel sangue). Mia figlia fu sottoposta a trasfusioni per due anni, inizialmente una volta al mese, poi una volta ogni 2 settimane.
Nell’estate del 2004 le sue condizioni peggiorano, l’organismo non rispondeva alle terapie e le piastrine sanguigne diminuivano. I medici fecero ulteriori analisi per ricercare la presenza di un tumore, per fortuna fu escluso.
Dominika nel mentre si sviluppava normalmente, giocava con gli altri bambini, andava a scuola e si dedicava alla sua passione: andare a cavallo.

Il problema crebbe quando le analisi mediche di Dominika diedero esiti ancora più seri, decisi allora di chiedere aiuto ad altri specialisti. Scoprimmo così che Dominika soffriva dell' Anemia di Fanconi ed il rischio di tumore era sempre più alto. La diagnosi venne confermata da numerosi test e presto iniziammo a cercare un donatore di midollo osseo. Nell’arco di un anno e mezzo trovammo alcuni potenziali donatori, ma le analisi di compatibilità li esclusero tutti, uno ad uno.

Nel frattempo ero rimasta incinta e un giorno, mentre facevo visita a mia figlia in ospedale, mi imbattei in un volantino della Polish Stem Cell Bank, nel quale si spiegavano la raccolta e conservazione di sangue da cordone ombelicale. Non avevo mai sentito parlare di questa possibilità, così presi appuntamento con un consulente della banca, che mi spiegò l’intero processo chiarendole ogni dubbio. Decisi che avrei conservato il sangue cordonale del figlio che aspettavo.

Anche se i medici trovarono un donatore adatto prima del parto, decisero di aspettare; mi spiegarono che, per un trapianto, il sangue di un fratello è meglio di quello di un estraneo, perché il rischio di rigetto e le complicazioni sono minori. Nel gennaio 2010 nacque Kacper e, ringraziando il cielo, si scoprì che le sue cellule staminali cordonali potevano essere trapiantate a Dominika. Mia figlia aveva solo 11 anni e i dottori preferirono aspettare ancora un altro anno per il trapianto di cellule dal midollo osseo e dal cordone ombelicale del fratellino.

Mia figlia attese il trapianto con mirabile forza. Ricordo ancora il giorno che fu costretta a radersi i suoi preziosi capelli: fino ad allora Dominika non aveva mai voluto tagliarseli se non di alcuni centimetri, ma appena prima del trapianto non protestò affatto. Sapeva che era necessario e accettò con dignità.

Dominika fu trattata con chemioterapia intensiva per distruggere le cellule malate del midollo osseo, il che distrusse anche il suo già debole sistema immunitario. Per proteggerla da ogni rischio di infezione, la ricoverarono in un reparto di isolamento, dove solo i medici e noi familiari più stretti potevamo entrare, solo con maschere e grembiuli sterili. Il trapianto è stato eseguito un anno dopo la nascita di Kacper nella clinica Pediatrica per il Trapianto del Midollo Osseo, Oncologia ed Ematologia della Wroclaw Medical University di Varsavia. Un mese e mezzo dopo il trapianto i risultati delle analisi mediche di Dominika erano così buone che i medici la dimisero dall’ospedale. Il ritorno a casa fece accrescere in mia figlia la motivazione a guarire e accelerò il processo di recupero. Giorno dopo giorno gli effetti del trattamento furono sempre più soddisfacenti, Dominika poté tornare a condurre una vita normale, a uscire di casa per far visita agli amici. Oggi Dominika si sente meravigliosamente e può andare in bicicletta, sui pattini a rotelle e nuotare in piscina. Il tempo della malattia è giunto al termine e il tempo in cui i suoi desideri possono diventare realtà è appena cominciato.

Dominika è il quinto caso clinico in Polonia di trapianto del sangue cordonale conservato in una banca privata.

 

 
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