
Il momento della nascita del bambino è fondamentale per la sua vita futura. Il parto è l'unica occasione per poter prelevare le cellule staminali in modo semplice sicuro.
trapianti sperimentali
Negli ultimi anni alcune patologie sono state trattate con terapie sperimentali che utilizzano il trapianto di cellule staminali prelevate dal sangue del cordone ombelicale.
Queste terapie hanno portato dei benefici ai pazienti trattati ma non possono ancora essere usate come terapie standard.[1]
In alcune malattie trattate sperimentalmente, il trapianto di cellule staminali ha rallentato il progredire della patologia ma non si può considerare ancora una cura. [1]
Tra le patologie trattate sperimentalmente troviamo [1]:
- Diabete di Tipo I
- Malattia di Crohn
- Lupus
- Paralisi Cerebrale, Ipossia, Encefalopatia
- Danno cerebrale traumatico
- Danno alla spina dorsale (SCI)
- Sclerosi Multipla (MS)
- Disordini degli istiociti
- Epidermolisi Bollosa
- Trombostenia di Glanzmann
- SCID con Adenosine Deaminase Deficiency (ADA-SCID)
- SCID X-linked
- Infarto del miocardio
- Angina
- Cancro alla mammella
- Sarcoma di Ewing
- Carcinoma delle cellule del rene
Alcune patologie invece sono ancora in fase di studio. Tali patologie sono [1]
- Artrite giovanile
- Artrite reumatoide
- Sindrome di Evan
- Dermatomiosite giovanile
- next step...Scleroderma
- Morbo di Parkinson
- Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA)
- Morbo di Alzheimer
- Morbo di Huntington
- Danno Cocleare
- Danno ad organi come rene, polmoni e fegato
Durante il Meeting Annuale di AABB del 2009 Michael Haller, professore del dipartimento di endocrinologia pediatrica dell’università della Florida ha presentato i risultati della sua ricerca sul trattamento del Diabete di Tipo I con trapianto di cellule staminali del cordone ombelicale.
Haller ha impiegato trasfusioni di cellule staminali autologhe per migliorare il controllo del glucosio nei bambini affetti da Diabete di Tipo I ristabilendo la giusta tolleranza immunitaria.
Lo studio di Haller è stato inizialmente approvato dalla Food and Drug Administration (FDA) per 10 soggetti ma poi è stato esteso a 23 soggetti.
“Si tratta di un semplice protocollo con un infusione endovena di cellule staminali del sangue del cordone ombelicale autologhe. Non sono stati utilizzati farmaci e i pazienti hanno mantenuto la loro cura intensiva stabilita per tale patologia” spiega Haller.[2]
Questo studio è stato preceduto da un altro condotto nel 2007, sempre dai ricercatori dell’Università della Florida, che coinvolgeva 7 bambini dai 2 ai 7 anni ai quali era stato diagnosticato da poco il Diabete di Tipo I. Trapiantando cellule staminali del cordone ombelicale autologhe si è, notato 6 mesi dopo il trapianto, che i bambini così trattati richiedevano una dose di insulina giornaliera minore.[3]
Sempre durante questo Meeting, Joanne Kurtzberg, direttore del Pediatric Blood and Marrow Program al Duke Children’ s Hospital, ha riportato quanto scoperto con il suo studio sui disordini neurologici: le cellule del sangue cordonale possono migrare verso il cervello molti mesi dopo un trapianto allogenico.
Il suo studio ha coinvolto bambini con malattie metaboliche ereditarie come la sindrome di Choler, la sindrome di Hunter, la distrofia metacromatica e altri disordini. Il primo studio includeva 160 pazienti con disordini metabolici ereditari sottoposti a trapianti allogenici di sangue cordonale.
Kurtzberg ha poi sottolineato il caso di un paziente di 16 mesi con la sindrome di Hurler. In casi estremi questa malattia causa ritardi e rallentamenti mentali gravi e ischemia cardiaca. Molti bambini con questa sindrome muoiono tra i 5 e i 6 anni di età. Due anni dopo dall’inizio del trattamento l’ischemia cardiaca, la perdita dell’udito e l’annebbiamento della cornea del bambino sono diminuite. Adesso il bambino è pronto per andare a scuola, le sue funzioni cognitive sono tornate normali.[2]
Anche la paralisi cerebrale dovuta ad encefalopatia iposso-ischemica è trattata sperimentalmente con trapianto di cellule staminali del sangue del cordone ombelicale. La maggior parte dei pazienti è curata presso la Duke University, in Durham nel Nord Carolina (USA) dove i bambini con disordini cerebrali son trattati con cellule staminali del sangue cordonale autologhe fin dal 2005. Da Dicembre 2009 è in preparazione una pubblicazione formale che descrive i primi 100 casi trattati con questa terapia. Nel frattempo altri studi sono cominciati in Asia dove già 8 casi di paralisi cerebrale sono stati trattati con questo tipo di terapia.[1]
Inizialmente i trapianti autologhi di cellule staminali del sangue del cordone ombelicale erano effettuati solo per tumori solidi come il neuroblastoma per malattie del sangue acquisite come l’anemia aplastica.
Negli ultimi anni le terapie sperimentali hanno iniziato ad esplorare l’efficienza dell’infusione di cellule staminali autologhe per correggere altre condizioni pediatriche.[1]
Il link sottostante permette di visualizzare la lista di tutti i trapianti autologhi effettuati con cellule staminali da sangue del cordone ombelicale e come si può vedere il numero di casi di paralisi cerebrale è elevato.
http://parentsguidecordblood.org/content/usa/medical/autocbt.shtml?navid=35
[1] www.parentstocordbloodfoundation.org
[2] www.aabb.org